The book seeker, nella rete dei libri ⋆ Comincenter

The book seeker, nella rete dei libri

Mariateresa ha 31 anni, quando la incontro un venerdì mattina nella sala relax del Comincenter, dopo alcuni brevi messaggi scambiati sui social, porta al collo un bellissimo ciondolo che rappresenta il mondo, indossa un maglione rosa antico, ha gli occhi e le labbra truccate in modo leggero ed elegante. Ispira subito delicatezza e pure intraprendenza,  precisione,  intelligenza profonda, curiosità estrema.

Chiacchierando, scopriamo che, come me, ha origini montesi ma che ormai da più di 18 anni vive a Matera. Laureata in Scienza della Formazione primaria è una lettrice onnivora, e  da buon sagittario è una grande  “cercatrice”. É stato proprio  un verbo associato  al suo segno zodiacale in un articolo inglese, ad ispirarle il suo nickname per il suo blog letterario e per il suo account instangram, The book seeker.

Spulciando su quest’ultimo ti rendi subito conto che le recensioni dei libri che propone sono assai eterogenee.

Da dove nasce la tua passione per la letteratura?

Sono nata in un ambiente colto, sono stata immersa nella cultura cinematografica e in quella  letteraria da sempre. Sono nata e mi hanno messo in mano libri e fumetti. Mia madre è un’insegnante e mio padre ha una cultura molto vasta soprattutto  nel mondo cinema. Per me questa passione è stata qualcosa di naturale.

Cosa ti ha spinto a condividere questa passione con gli altri attraverso i canali digitali e social?

Come percorso è nato principalmente su YouTube, ho iniziato a fare recensioni attraverso quel canale. Avevo ripreso a leggere più assiduamente e avevo la necessità di parlare dei libri che leggevo. Da autodidatta avevo già imparato ad usare Photoshop e altri programmi di montaggio video. Tuttavia per mancanza di tempo mi sono dovuta fermare e mi sono spostata sul blog, che è un po’ più veloce da gestire e da lì oggi si ramificano  tutti gli altri account  social.

Tra tutti i social quale ritieni sia quello che arriva con più facilità al pubblico del web?

Sicuramente Instagram, perché l’immagine è più immediata, cattura di più l’attenzione soprattutto se è accattivante e se curi la presentazione e  mi diverto un sacco ad orchestrare la composizione  delle foto. Ho una reflex, conosco poco la tecnica ma punto soprattutto sul gusto estetico.

Attualmente puoi considerare questa tua attività una passione o un lavoro?

É una passione, anche se ho avuto dei contatti con delle case editrici, che mi hanno mandato su mia richiesta dei testi. Certo, mi piacerebbe che lo diventasse. Leggo ciò che mi va e in qualche caso recensisco autori emergenti.

Quali sono i  tuoi autori preferiti?

Stefano Benni, lo seguo da sempre e Camilleri, autore che mi ha fatto conoscere mio padre. Ho sempre avuto una passione sia per la linguistica che per l’evoluzione delle lingue e le diverse differenze tra i dialetti. In questo momento sto leggendo un libro edito da Adelphi  che si chiama  Epepe  che ha come tema l’incomunicabilità.

Quali sono i futuri sviluppi legati al tuo blog?

Tra i miei progetti c’è l’idea di coinvolgere locali della città, chiedendo loro se ci sono dei libri che li hanno ispirati, mi piacerebbe raccontarne, unendo quindi l’ aspetto turistico a quello  culturale.

Ci sono aneddoti che ti sono capitati legati al blog o persone interessanti conosciute?

Tra tutte la realtà quella di Nativi digitali è una tra le più interessanti che ho conosciuto. Pubblicano soprattutto  esordienti . Ho scoperto anche chicche pubblicate da case editrici piccolissime, o addirittura auto-pubblicate, e tramite il blog ho scoperto che il padre di un mio amico ha aperto una casa editrice. La rete nasce commentandosi, leggendosi a vicenda, ci si ingrandisce così.

Esistono delle comunità virtuali di bloggers?

Ho trovato più amichevole la comunità di YouTube, avevano creato un gruppo su Facebook, si scambiavano opinioni e si stringeva amicizia più facilmente. I blog li trovo un po più freddi.

Si può influenzare attraverso un canale social la lettura di un libro?

Di solito i followers hanno già uno spirito critico, che si sono creati autonomamente con la lettura. Puoi influenzare i quattordicenni magari legati ancora ai Best Sellers del momento,  ai quali puoi proporre un altro tipo di lettura, sempre con molta cautela.

Lo scambio sul web è proficuo?

Sì, certo mi arrivano un sacco di consigli, con alcuni blogger abbiamo un bellissimo scambio.

Ci sono passioni collaterali che ti ispirano?

Tutto, qualunque quadro io guardi, qualunque film io veda, questo può fornirmi uno spunto, può ispirarmi.

Tieni in particolare a  veicolare un messaggio?

Innanzitutto una cosa che cerco di far passare sempre è di smetterla con lo stereotipo del lettore solitario, complessato, triste, dimesso, sfigato e pure allo stesso tempo di quello speciale che legge un sacco. Siamo persone normali, possiamo interessarci a cose frivole e avere una vita sociale normalissima. Ciò che tengo a difendere spesso sono le sfumature. Non bisogna mai vivere a compartimenti stagni e soprattutto avere della cultura un’idea di freschezza, arricchimento e libertà.

L’ultimo libro che hai letto?

Donne in fuga”  con il sottotitolo vite ribelli nel Medioevo, è un breve saggio di una docente universitaria che dall’esame di carte processuali e notarili, ed epistolari ha ricostruito vicende di donne vissute nel medioevo, le quali  vite sono tutte collegate dalla fuga. Essere donna nel Medioevo significava essere donne in fuga e ribellarsi a qualcosa, dalla ribellione più piccola a quella estrema come il suicidio, per uscire da situazioni insostenibili, come un matrimonio di costrizione,  un marito violento e ostile.

 

 

Francesca Zito
Diploma in Fotografia di Spettacolo allo Ied di Milano. Mi sono occupata di fotografia all’interno di progetti di animazione culturale legati al territorio della Basilicata. Vincitrice di diversi premi , ho esposto in diverse collettive regionali e nazionali. Curiosa, sognatrice, funambola della vita, buongustaia, zia, camminatrice, amante delle storie raccontante con gli scarponi da trekking ai piedi o davanti al fuoco. Felice di conoscere i "ponti" che legano il sapore delle cose del passato e le opportunità che la tecnologia del presente ci dona. Tre parole chiave per il futuro: viaggio, incanto, scoperta.

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