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La scuola dei Centennials

Chi sono i Centennials e perché bisogna pensare ad una nuova scuola per loro?

I Centennials, anche iGeneration, sono nati tra la metà degli anni Novanta e il 2010 (rappresentano una popolazione di circa 60 milioni di persone negli Stati Uniti e 2,6 miliardi a livello mondiale) e secondo l’opinione di diversi sociologi hanno reinventato il significato di “essere giovani” nel 21mo secolo.

Per la iGen “Facebook è roba da vecchi”

Sebbene i Centennials siano molto più propensi a condividere informazioni personali online rispetto alle generazioni precedenti, sono in realtà anche più “accorti” sui temi della privacy preferendo di gran lunga le applicazioni di messaggistica privata (come WhatsApp e Kik) e social network come Twitter, Instagram e Snap (soprattutto perché meno utilizzati dai genitori).

Per la iGen velocità e affidabilità sono le due caratteristiche imprescindibili che deve avere un social network, motivo per cui Snap ha avuto una crescita esponenziale così impattante da “costringere” Facebook a “correre ai ripari” acquisendo e rilanciando Instagram.

I Centennials sono infatti ragazzi che preferiscono di gran lunga applicazioni come Snap, Vine, Instagram con un ampio utilizzo di emojiis e che utilizzano Internet ed i social network prevalentemente per comunicare ed interagire con i propri coetanei e per informarsi.

 

E qual è il ruolo della scuola per la Generazione Z?

In un interessante articolo di EconomyUp, Valentina Aprea, autrice del libro “La scuola dei Centennials“, dichiara:

“I Centennials, che non hanno conosciuto il mondo senza internet, pensano e comunicano in modo diverso da tutte le generazioni che li hanno preceduti. Hanno diritto di andare a scuola di futuro!  Pensare di formarli con la tradizionale lezione frontale, le lavagne di ardesia e i banchi disposti a file rivolti verso la cattedra significa rinunciare a prepararli alle sfide di oggi e di domani.

Nelle scuole innovative si apprende con i libri, con le APP, con la realtà aumentata, con la robotica, con la stampa 3D e si studia coding, la programmazione informatica, competenza fondamentale per essere cittadini nell’era digitale.

È indispensabile passare dal modello diacronico-separativo (prima il percorso di studi poi il percorso lavorativo, assolutamente separati) a quello sincronico-integrativo, in cui il percorso di studi incontra quello lavorativo: Studiare in azienda, lavorare a scuola.”

Stefania Clemente
Classe '84, materana doc ma vagabonda recidiva. Da qualche anno in Basilicata prima per una vita da freelance oggi Community Manager del Comincenter. Una passione per i viaggi e il turismo.

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