Pisani FNG: il punto di vista su giovani, lavoro e opportunità. ⋆ Comincenter

Pisani FNG: il punto di vista su giovani, lavoro e opportunità.

Le novità contenute nella legge di bilancio per il 2018. Le attività del Forum nazionale dei giovani. L’impatto di Matera sulle attività giovanili. Tutto questo e molto altro nell’intervista a Maria Pisani, Presidente FNG.

In questi giorni si sta discutendo e mettendo nero su bianco la legge di bilancio per il 2018. Per noi giovani si prospetta l’ennesimo anno di incertezza o c’è qualche novità che ritieni possa essere davvero incisiva?

Da quanto appreso dal Consiglio dei Ministri e da una prima lettura della Bozza ci sono diverse misure che impattano i giovani e alle quali stiamo prestando attenzione per avanzare proposte che vadano a loro vantaggio. Ad esempio il provvedimento sull’incentivo all’occupazione giovanile stabile, soprattutto nella parte in cui prevede l’esonero triennale al 50 % per i giovani in età inferiore ai 30 anni e al 100% per le nuove assunzioni con contratti a tutele crescenti da parte dei datori di lavoro che assumono, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio,Oppure la stabilizzazione Bonus cultura per i diciottenni e della relativa espansione per l’acquisto di musica registrata, nonché di corsi di musica, di teatro o di lingua straniera. Sembra che solo il 61% dei ragazzi abbia usufruito del buono quindi spero che quest’anno siano intraprese disposizioni che portino ad un maggiore sfruttamento dello strumento;

Quali sono le aspettative? Cosa ti chiedono di esprimere i ragazzi, in quanto portavoce del FNG?

Dare voce alle giovani generazioni per rinsaldare la rete di rapporti tra le associazioni giovanili ed essere promotori dei loro interessi presso il Governo, il Parlamento, le istituzioni sociali ed economiche e la società civile. Porre al centro il valore dei giovani è la nostra mission. La crescita personale e l’integrazione delle nuove generazioni rappresentano nei fatti le sfide decisive per garantire la qualità sociale e la democrazia nel nostro Paese. E’ quello che proviamo a fare per rispondere alle aspettative di una generazione di sognatori che ha bisogno solo di punti fermi per spiccare il volo.

Formazione e lavoro: fino ad oggi i due sistemi sembra che viaggino su binari paralleli distanti milioni di anni luce. In quale direzione si sta muovendo l’Italia?

Nella direzione sbagliata. Scuola, università e lavoro spesso sono mondi che non comunicano tra loro. I dati sulla fuga di cervelli e sul numero di occupati dopo 1 anno o 3 anni dalla fine degli studi indicano la necessità di un maggiore raccordo fra il mondo della formazione e del lavoro. L’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro finora non ha dato i risultati sperati. Per questo abbiamo chiesto una maggiore vigilanza sui progetti formativi dei tirocini. Il tutto non può non avere però come cornice una profonda riforma del sistema dei servizi all’impiego che parta dalla formazione dei lavoratori.

Quali sono le azioni e i progetti concreti che FNG mette sul tavolo?

Tanti, davvero tanti. Dalla creazione di una rete di cooperazione e co-responsabilità fra giovani e istituzioni per il governo del Paese, all’istituzione del Consiglio Nazionale dei Giovani per citarne alcuni. Tra gli obiettivi c’è quello di favorire la partecipazione dei giovani alla vita sociale, civile e politica del Paese, avvicinandoli alle istituzioni attraverso attività mirate, facendo radicare il FNG nei territori e attivando meccanismi virtuosi in grado di far nascere forum a livello locale e regionale. Più nell’immediato abbiamo chiesto uno stop all’estensione delle indennità e della platea dei pensionati per correggere le eventuali ripercussioni che una simile misura avrebbe in termini di allungamento della vita lavorativa dei giovani e stiamo provando a riportare sul tavolo della discussione il tema del Riscatto della Laurea.

Parliamo di opportunità. Ci stanno propinando da anni questa storia che il Sud Italia è ormai fallito, talmente tanto che cercare lavoro fuori sembra diventata una consuetudine, la stragrande maggioranza sono talmente sconfortati e scettici che non provano neppure a cercare. Il tasso di disoccupati inattivi (cioè che non cercano lavoro) continua a salire. Qual è la tua opinione? 

Sono nata al Sud e sono stata costretta a studiare presso un’Università del Centro Italia perché nella regione in cui sono cresciuta non avevo l’opportunità di frequentare la Facoltà di Giurisprudenza. Ho vissuto in prima persona il dramma di dover abbandonare una terra cara. Di fronte a questo scenario, è perfettamente conseguenziale che i nostri giovani lascino il Sud, il Paese per trovare maggiori opportunità, sistemi di accoglienza e accompagnamento efficaci, nonché prospettive di futuro più rosee. D’altro canto, attendere che i sistemi cambino rischia di diventare un tema che si svilupperà nei decenni a venire. E quindi cosa fare, nel frattempo? L’autoimprenditorialità è un esempio concreto di come creare opportunità, ma solo se supportata, perché oggi non ci si improvvisa né freelance né imprenditori: ci sono competenze, tecniche e trasversali, che sono fondamentali per avere qualche chances, oltre ad attitudini di base che possono essere migliorate.

Ci racconti qualche esempio virtuoso di giovani che hai incontrato e che restano per scommettere su se stessi, nel proprio territorio?

Di casi ce ne sono tanti: quello di tanti ragazzi lucani che hanno scritto le loro esperienze di ritorno in un bellissimo libro che ho avuto l’onore di leggere e di scriverne l’introduzione. Ci sono poi casi che ha fatto più clamore come quello di Sandra Savaglio, astrofisica di livello mondiale, che quando andò in Usa finì sulla copertina del Times come emblema dei cervelli che l’Europa stava perdendo. Dopo essere stata a lungo ne migliori istituti di ricerca tedeschi è tornata a Rende, in Calabria, ad insegnare nell’Università in cui si è formata.

L’Istat rivela che la percentuale di giovani disoccupati  tra i 15 e i 34 anni si attesta, a fine settembre 2017, al 35,7%. Di contro soltanto l’11% di giovani “ha ricevuto una qualche forma di aiuto nella ricerca lavoro da parte di una istituzione pubblica”. Cosa non funziona? Forse è arrivato il momento di cambiare i centri per l’impiego e gli informagiovani? O vanno cambiati l’approccio e la formazione dei giovani per la ricerca lavoro?

La totale disorganizzazione dei centri per l’impiego ha avuto evidenti ripercussioni sulla gestione delle politiche attive del lavoro. E’ la principale causa del fallimento del Programma Garanzia Giovani. Nella Legge di Bilancio in discussione al Senato l’art.68 che disciplina i rapporti finanziari Stato Regioni a statuto ordinario, ai commi 17 e 18 prevede, a completamento della transizione in capo alle Regioni delle competenze gestionali in materia di politiche attive del lavoro esercitate attraverso i centri per l’impiego, prevede importanti novità di riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture che, a differenza dei Paese dell’Europa del Nord, non sono più in grado di incrociare l’offerta e la domanda di lavoro creando un vulnus insormontabile.

Nel 2016 FNG ha siglato un protocollo con un centro innovativo per il lavoro e la formazione tutto Lucano: il Comincenter. Secondo te il modello sviluppato può prendere piede e integrare o sostituire le carenze dei centri per l’impiego e degli informagiovani?

La collaborazione tra Forum Nazionale dei Giovani e Comincenter è un ottimo esperimento. Il Comincenter è un luogo innovativo che offre importanti opportunità ai nostri giovani attraverso processi di formazione nuovi e strumenti innovativi per la realizzazione dei loro percorsi professionali. In questo senso è un modello importante che potrebbe integrare se non addirittura sostituire i nostri carenti centri per l’impiego.

Matera Capitale della Cultura Europea. Quanto e come sta influenzando la vita dei giovani lucani (e meridionali)? Cosa ci aspetta dal 2020? 
Matera sta diventando un luogo di discussione, di incontro e di confronto. E’ l’occasione che abbiamo per aprire le porte a una generazione che vive in una regione straordinaria, che ha bisogno soltanto di maggiori opportunità. Nel 2020 mi auguro che il traguardo raggiunto e il lavoro svolto in questi mesi non si disperdano ma diventino un modello a cui aspirare sempre, ogni giorno, nella nostra quotidianità.

Manuela Stefanelli
Imprenditrice, grafico pubblicitario, amo il lavoro che faccio. Ho scommesso su me stessa nel mio territorio: la Basilicata. Sono mamma di Francesco, un bimbo meraviglioso che per fortuna mi dà tanto lavoro da fare. Sono una donna come tante, che assolutamente non rinuncia ai suoi spazi e lotta contro il tempo per conciliare e tenere in equilibrio il mondo intorno a sé. Ho una sola certezza: non esistono certezze, nella vita bisogna essere pronti a tutto e adattarsi con onestà e dignità alle sfide quotidiane.

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