Simona: ma praticamente che cos’è questo joblab?

IL JOBLAB: la storia del mio Viaggio, lontano dalla comfort zone, perché “ciò che abbiamo più timore di fare, di solito, è ciò che abbiamo più bisogno di fare”

Ogni storia comincia con “c’era una volta…”
per me tutto è iniziato con la partecipazione ad un aperitivo per sole donne, organizzato dal Comincenter, dedicato a coloro che per passione o professione erano interessate al mondo del copywriting.
E’ stata l’occasione per conoscere meglio la realtà e le potenzialità di questo stimolante e interessante contenitore culturale, che racchiude all’interno di un edificio rosso, un’esplosione di opportunità, professionalità e momenti dal valore esperienziale, difficile da descrivere e da far comprendere realmente a chi non ha avuto la fortuna di toccarle con mano e viverle pienamente.
Ho deciso di partecipare, per curiosità e perché avevo voglia di conoscere persone nuove, con le quali poter instaurare sinergie lavorative, attraverso la condivisione di idee e progetti.
Durante i miei 10 giorni, mi sono talvolta imbattuta in una domanda che mi veniva posta da amici e familiari: “Simona, ma praticamente cos’è questo joblab?’” La più semplice e indefinibile delle domande…
Riduttivo definirlo “corso”, inappropriato concepirlo come “laboratorio”…riuscivo a rispondere solo attraverso un concetto che al meglio, tuttora, esprime ciò che questa esperienza ha rappresentato per me: un VIAGGIO, professionale, introspettivo, umano, uno di quei percorsi che appena intrapresi, sai già che faranno sempre parte di te e dai quali, se vorrai, ne uscirai migliorato, con un bagaglio ricco di consapevolezza ed energia.
Come accade per ogni viaggio, si parte con una valigia, un po’ particolare, in questo caso, una SCATOLA che parli di noi, delle paure e delle aspettative, una scatola da riempire di contenuti e strumenti mirati per la realizzazione degli obiettivi da perseguire.
Ma che viaggio sarebbe senza momenti critici che rivelano opportunità tutte da scoprire? Non sono mancate, infatti, tappe, ostacoli, entusiasmi, indecisioni, forti emozioni, arresti e ripartenze con la scoperta, via via, sempre più intensa, di quanto sia fondamentale, seppur scomodo, ma determinante per il futuro, voler abbandonare quella tanto cara amica-nemica comfort zone…
Particolarmente emozionante è stato l’esercizio “speed your time”, un tuffo nelle proprie consapevolezze, per ricercare e (ri)scoprire ciò che realmente vogliamo realizzare nel nostro futuro professionale.
Senza una guida, questo viaggio non avrebbe avuto senso.
Luca Tamburrino, un professionista di una competenza disarmante, preparatissimo, disponibile, attento, appassionato in ciò che fa e crede, speciale nella capacità di trasmettere motivazione, concretezza, grinta e quell’indispensabile rispetto e amore verso i propri sogni-obiettivi-passioni, senza i quali non può esserci mai vera e reale ricerca del lavoro.
Per me è stato come un “ponte”…una mano che mi mancava per attraversare con fiducia e coraggio le difficoltà legate al mondo del lavoro, perché in fondo..
”ciò che abbiamo più timore di fare, di solito, è ciò che abbiamo più bisogno di fare”…la mia storia del job lab si può riassumere in questa frase!!
Ringrazio Luca, per averci messo a disposizione il suo know-how, il suo costante innamoramento per la professione, l’insegnamento del mondo digitale, e delle strategie alternative per essere più concreti e di maggiore appeal nel nostro lavoro, attraverso piattaforme, tools, ricerche mirate, boolean search, x-ray, Linkedin…un mondo per me assolutamente sconosciuto che intendo approfondire per le incredibili potenzialità che offre.
In ultimo, ma non per importanza, un affettuoso pensiero e ringraziamento a Valentina, per averci sempre accolto, nel Comincenter, con il sorriso e la sua dolce e gentile disponibilità.

Simona Bruno

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