Paola: il JobLab mi ha dato un metodo.

In queste settimane di certo non mi sono mancate le parole; a volte sono rimasta “a bocca aperta”, certo, ma mai senza qualcosa da dire, qualcosa da analizzare, elaborare, su cui riflettere, da cui trarre spunti. E ciò che ne è venuto fuori, a volte sorprendente prima di tutto per me stessa, l’ho in parte già espresso giorno per giorno. Ma dovendo adesso sintetizzarle in una conclusione (ben cosciente che si è conclusa solo una fase di un percorso ben più complesso), non posso che esprimerla con una metafora, così come con una metafora è cominciato tutto: Io sono un Cubo di Rubik.
Prima del Joblab questo cubo era un insieme di quadratini colorati, sommati gli uni agli altri nel corso del tempo e appiccicati a casaccio sulle varie facce senza un criterio reale di connessione logica. Alcuni di essi riuscivano a collimare di tanto in tanto, ma mai abbastanza per completare un’intera faccia, ce n’era sempre qualcuno che sfuggiva, che magicamente si spostava dalla parte sbagliata, proprio quando sembrava che invece avesse trovato la sua collocazione. Beh, si sa, sono una “creativa”, non ho mai avuto talento per la logica. E senza una logica, un METODO, anche i colori complementari sembrano fare a cazzotti. Quello che il JobLab mi ha costretto a fare (con mia compiacenza) è stato SCOMPORRE il cubo, quadratino dopo quadratino, riportarlo ad un insieme di colori “sciolti”, rimetterli in ordine e infine RIMONTARLI, un pezzo alla volta e, questa volta, secondo una logica. Quello che il JobLab mi ha dato è un Metodo, qualcosa che fin ora non avevo e non sapevo come trovare.
Ora sta tutto a seguire quella logica e a ri-allineare le facce, facendo in modo che, col giusto tempo, ogni colore trovi la sua collocazione, la sua completezza e complementarietà con gli altri.
In questo metodo ci sono ancora cose che mi spaventano, che risultano poco chiare o che magari si scontrano con l’idea che ho di me stessa. Ma voglio essere positiva: il mondo è rotondo, “tutto si apre e tutto si chiude”, e prima o poi, tutto quello che ho fatto mi deve ritornare. La geometria, a contrario della creatività, non è un’opinione. XD
A presto
Paola Di Cuia

Manuela Stefanelli
Chi sono io? Un grafico pubblicitario, ho una mia azienda di comunicazione e amo il lavoro che faccio. Sono un'imprenditrice che ha scommesso su se stessa nel proprio territorio: la Basilicata. Sono mamma di Francesco, un bimbo meraviglioso che per fortuna mi dà tanto lavoro da fare. Sono una donna come tante, che assolutamente non rinuncia ai suoi spazi e lotta contro il tempo per conciliare e tenere in equilibrio il mondo intorno a sé. Ho una sola certezza: non esistono certezze, nella vita bisogna essere pronti a tutto e adattarsi con onestà e dignità alle sfide quotidiane.
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