ILARIA BARBOTTI: testa, cuore e creatività dentro e oltre Instagram Italia

Instagram è l’app del momento, utilizzata in egual modo sia dai giovanissimi che dagli adulti per condividere i propri istanti e le proprie emozioni, ma anche, e sempre più spesso, come new media strategico da chi lavora nel mondo della comunicazione digitale e del web marketing, con risultati straordinari quando le community che si creano intorno a un canale o utente specifici rispondono bene (perché si sta lavorando bene, ndr).
 
Molto spesso Instagram è servita – e serve – anche per raccontare luoghi e posti meravigliosi tramite gli occhi di abitanti locali o di passaggio; per stabilire nuovi link; per creare progetti; per lasciarsi ispirare; per valorizzare quanto di bello c’è. Per fare rete e storytelling, insomma. E tutto a portata di app (ma non senza strategia, ovvio 😉 )
 
 
Un esempio virtuoso in merito? 
IgersItalia, la community ufficiale di Instagramers italiani.
 
 
IgersItalia “è l’unica community riconosciuta a livello nazionale e internazionale ed è parte del movimento mondiale Instagramers, fondato da Philippe Gonzalez nel gennaio 2011 a Madrid. I gruppi di Instagramers nel mondo sono oltre 500 e in continua crescita. In Italia sono presenti 100 Community animate da circa 300 Community Manager a livello regionale e provinciale” (fonte https://instagramersitalia.it)” e IgersItalia è proprio il collante che unisce le singole community sparse su tutto il territorio (in Basilicata ve ne sono ben tre, una regionale @igersbasilicata, e una per capoluogo, @igersmatera e @igers_potenza – le prime due mi vedono, per la cronaca, nel ruolo di regional e local manager), impegnate nel racconto collettivo on e off line del Bel Paese, con tantissime iniziative tutte da vivere e condividere.
 
Fondatore e Presidente dell’Associazione omonima è, dal 2011, Ilaria Barbotti*, marchigiana classe 1983 e digital PR, di quelle a marchio originale.
 
 
Qual è la sua esperienza? E la sua opinione sulle donne e il digitale?
Scopriamolo insieme in quest’intervista.
 
 
R. Ciao Ilaria. Chi ti conosce già, sa che sei un vulcano in eruzione di idee e progetti. Ma, se dovessi presentarti in breve, come ti definiresti in tre aggettivi?
I.  Curiosa, appassionata, sensibile.
 
R. Chi meglio di te conosce il mondo Instagram! Come lo descriveresti per presentarlo a chi non usa quest’app o non la conosce ancora?
I.  Instagram è un social network che ti permette di esprimerti con la fotografia e connetterti con centinaia di persone vicine a te o anche molto lontane ma che hanno qualcosa in comune con te. È anche una piattaforma per lavorare e consente a tanti di iniziare una carriera professionale.
 
R. Nel 2011 hai deciso di fondare la community Instagram in Italia. Come è nata l’ispirazione?
I. L’ispirazione è sempre stata la fotografia in primis e poi i social media. Unendo entrambi non potevo che imbattermi su Instagram e così è stato. Da subito amore e passione per questo social. Nel 2011 eravamo pochissimi in Italia e questo ha contribuito a farmelo apprezzare e comprendere di più dagli esordi.
 
R. E dal 2011 in poi? Attualmente sei Presidente dell’Associazione Igers Italia e hai praticamente visto crescere questo “fenomeno”. Ti va di raccontarcene l’evoluzione?
I. All’inizio era una pura piattaforma di photo sharing e molto americana. Con gli anni, con la crescita numerica e geografica dell’app e l’evoluzione e le funzionalità aggiunte di anno in anno, si è trasformata in una piattaforma di influencer marketing e di business per creatori di contenuti ed aziende. Convivono comunque ancora oggi con questo lato business, alcune realtà slegate da questo ambito e che fanno promozione del territorio italiano in tutte le sue forme e della fotografia senza finalità di lucro. IgersItalia lo fa, come ricordi tu, dal 2011. 
 
R. Relativamente al mondo Instagram (ma non solo), si parla tanto di influencer, cuoricini, numero dei follower e bot. Cosa ne pensi?
I. Come accennato, Instagram è ad oggi la più importante piattaforma su cui si fa influencer marketing. Nel futuro sarà così ancora per qualche anno, con sempre evoluzioni e cambiamenti come, ad esempio, l’ultimo legato alle Stories e ai video effimeri che stanno andando forte, quasi più delle fotografie.
Riguardo ai numeri, ai like, ai cuoricini, ovviamente questi sono dati numerici e quantitativi che servono a misurare il valore di quello che si condivide su Instagram. C’è però tutta la parte legata alla qualità e soprattutto all’etica che non vanno sottovalutati e che, anzi, sono per me fondamentali e primari quando si lavora e si coinvolgono persone nei progetti.
 
R. E cosa ne pensi di chi utilizza “trucchetti” non proprio “onesti” per aumentare la propria digital reputation?
I. Chi fa uso di pratiche di black-hat, come acquisto di like o follower o acquisto di profili, oltre che violare le policy di Instagram e, quindi, rischiare di vedere cancellato il suo profilo, viola anche regole di buon senso ed etica oltre che professionalità e, almeno per me, sono non professionali. Personalmente non collaboro con chi fa uso costante di questo tipo di pratiche e lo ritengo grave e dannoso per l’intero sistema e soprattutto per chi lavora bene e seriamente. Ci rimettiamo un po’ tutti quindi sarebbero comportamenti da segnalare sempre con i dovuti modi e metodi.
 
R. Oltre Instagram, c’è molto di più. Sei una Digital Marketing Consultant e PR. Come descriveresti il tuo lavoro e com’è la vita di una – sintetizzando – digital PR?
I. Nel quotidiano creo e coordino progetti digitali, mettendoci testa e cuore e creatività. Mi definiscono una Digital boutique agency perchè lavoro in maniera sartoriale per ogni cliente, cercando di proporre sempre progettualità nuove, innovative e diverse da quello che vedo ogni giorno on line. Negli anni mi sono creata anche una ampia e varia rete di partner e collaboratori con cui lavoro molto bene.
Conto, comunque, come disse qualcuno di famoso a tentare di ” realizzare cose che mi sembrano oltre la mia portata” 😉
 
R. Quando hai compreso che questo era il settore nel quale investire la tua carriera?
I. Sin da subito, con i social da sempre, dal 2007 da quando mi sono laureata ed ho iniziato a lavorarci in agenzia. Con le PR “inconsciamente” l’ho sempre fatto per vocazione personale, lavorativamente parlando mi sono dedicata solo a questo dal 2012 in poi.
 
R. Il tema di questa rubrica tocca, anche, il rapporto tra Donne e digitale. Cosa ne pensi? 
I. Conosco tantissime donne che lavorano nel digitale e ne stimo diverse, alcune sono anche fonte di ispirazione per me per la loro immagine e creatività sempre sul pezzo e nuova.
Credo che le donne hanno un grande potenziale umano e professionale e possano fare la differenza anche nel mondo digitale italiano.
 
R. Il mondo del digitale è alla portata di tutti, ma non per tutti. Quanto contano sensibilità personale, esperienza e formazione?
I. Sono fondamentali, tutti e tre! Per fare carriera e per crescere bene. Senza esperienza non si può dire di conoscere un settore o un mercato, senza sensibilità rischiamo scivoloni o figuracce che possono segnare la tua carriera, la formazione per noi è costante e quotidiana con tutte le evoluzioni che il digitale porta con se, daily 😉
 
R. Qualche consiglio da dare a chi sta muovendo i primi passi in questo settore?
I. Se vuoi fare la Digital PR freelance o in agenzia, devi conoscere molto bene questo mondo: social media, blogger, influencer, instagramer, youtuber e via dicendo. È un modo ampio e diversissimo, ogni contesto ha le sue metriche e variabili. Instagram è diverso da un blog, come è diverso da Youtube. Di base non cambia, almeno per me, il conoscere realmente persone che non sono sono un contatto sulla rubrica o su Facebook, ma qualcosa di più. Quindi: conoscenza del contesto, conoscenza delle persone che lo popolano e ascolto costante di cosa sta cambiando e della direzione verso cui si sta andando.
Se vuoi fare il content creator devi essere bravo a creare contenuti che abbiano qualità e un valore, devi raccontare storie e specializzarti in uno specifico settore, evitando di buttarti nel marasma o in un mercato saturo.
 
R. E, ritornando a Instagram: qualche trucchetto utile per rendere cool un account?
I. Condividere poco, 2-3 volete a settimana, in questo periodo aiuta ad aggirare l’algoritmo. Condividere solo contenuti di qualità, anche short video se sapete farli bene, usare moto le Stories – ma solo per far vedere cose “cool”, non la vostra vita quotidiana sul divano o in pigiama 😉 a meno che non siate super Chiara Ferragni!
 
R. Se dovessi osare un confronto tra l’Ilaria che eri e l’Ilaria che sei oggi, cosa ci diresti? Modificheresti qualcosa nella tua crescita personale e professionale?
I. Forse trascorrerei più tempo a studiare all’estero e a lavorare a Milano o in altre capitali europee come Berlino o Londra, in contesti più stimolanti e creativi… ma poi la vicinanza al mare del Conero.. spesso mi fa dimenticare il business in senso stretto 😉
Se potessi tornare indietro forse farei ancora più viaggi perchè per me sono fonte di ispirazione costante e di arricchimento.. ma per questo c’è sempre tempo! Next stop Hong Kong!
 
R. Progetti per il tuo futuro?
I.  Il mio secondo libro, appena chiuso, che uscirà nel 2018 sempre col mio editore di fiducia, Hoepli, che parla di quello di cui mi occupo ogni giorno: Instagram, evoluzione del mercato, Influencer marketing ed etica.
Nel 2018 mi dedicherò a creare progetti innovativi che uniscono più piattaforme e diverse competenze per alcuni brand con cui lavoro già e che amo molto, lato automotive e travel. 
Stiamo infine pensando anche ad una evoluzione dell’Associazione Igersitalia verso temi formativi e istituzionali.
 
 
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Per saperne di più sul primo libro edito da Hoepli e a cura di Ilaria, clicca qui: Instagram Marketing
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Roberta Giuliano @robdrusilla
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