Della necessità di guardare la realtà con curiosità

Ci sono parole che più delle altre possono spiegare il coinvolgimento di quello che facciamo in un dato momento della vita.

Una parola che mi accompagna da sempre, e che continuamente rispolvero è la parola curiosità.

Cu-Rio-si-tà, voglia di accrescere il proprio sapere o la propria esperienza; piacere del conoscere indiscrezioni o bizzarrie, storie, persone, materie, discipline, luoghi, popoli, cose nuove insomma.
Dal latino “cura”, la curiosità è la tensione più fertile nell’universo e prende il nome da una sollecitudine che nasce da un presente senso della vita, vissuta coltivando, orizzonte negli occhi, qualcosa che aneli al senso di un cammino personale o professionale. Che poi se ci pensiamo bene la curiosità è sempre il motore di qualche cambiamento.

Senza la cura delle nostre passioni renderemmo sterile, vuoto e senza prospettive il nostro tempo.
Io, della curiosità, ne farei una materia da studiare a scuola. Come avere curiosità, come farla nascere, come coltivarla e indirizzarla.

Che cosa ci faccio nel gruppo #HelloGirls?

Curiosa doc sono qui grazie a Stefania, e insieme a Cia e Roberta voglio condividere alcune passioni diventate con il tempo esperienza, relazioni e conoscenza, sperando, che la condivisione possa diventare una scintilla per la crescita dell’entusiasmo intorno ad una materia creativa .
Oggi tento di porre una domanda che spero possa sollecitare la risposta di chi ci legge.

Da cosa nasce la necessità di guardare il mondo da dietro al mirino di una macchina fotografica?

Tra le cose che mi affascinarono di più quando iniziai a fotografare ci fu scoprire che il significato etimologico della parola Fotografia era “scrivere con la luce”. La fotografia è un oggetto di Arte: testo della realtà e della sua interpretazione; traccia e impronta del reale e della luce; taglio, porzione e istante della realtà. Interpretazione e sogno. Segno, simbolo e linguaggio.
Il linguaggio fotografico ha un codice visivo molto simile a quello dell’immagine pittorica, ma si distingue da questa caratterizzandosi per l’inquadratura, il punto di vista, la conoscenza e l’utilizzo della luce, segni che più degli altri determinano l’espressività e l’estetica di una foto.
Tra tutte le artiste fotografe che amo, Anka Zhuravleva è sicuramente quella più dotata di capacità immaginifica. Ve la presento e cerco di incuriosirvi, spronandovi a cercare la sua storia. In modo sorprendente rende un’emozione o un sogno, vero e reale. Russa di nascita e portoghese di adozione, ha talento e sensibilità incredibili. Attraverso il suo lavoro definisce e racconta paesaggi interiori surreali, cattura bellezza e mondi interiori che non riescono a parlare con le parole ma che solo le immagini regalano. Nella perfetta costruzione dei suoi scatti non si può non rimanere estasiati e calarsi nelle sue storie incantevoli che rapiscono la nostra fantasia.

 

Francesca Zito
Diploma in Fotografia di Spettacolo allo Ied di Milano. Mi sono occupata di fotografia all’interno di progetti di animazione culturale legati al territorio della Basilicata. Vincitrice di diversi premi , ho esposto in diverse collettive regionali e nazionali. Curiosa, sognatrice, funambola della vita, buongustaia, zia, camminatrice, amante delle storie raccontante con gli scarponi da trekking ai piedi o davanti al fuoco. Felice di conoscere i "ponti" che legano il sapore delle cose del passato e le opportunità che la tecnologia del presente ci dona. Tre parole chiave per il futuro: viaggio, incanto, scoperta.
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