A proposito di Cv

Nelle prime due settimane di lavoro ogni giorno è arrivato qualcuno da me con questa domanda “C’è un lavoro per me?”

E io che stavo qui tra le carte, i file, i social, la lavagna davanti la scrivania e l’imbianchino che intanto tinteggiava tiravo su la testa e dicevo “Lavoro? Scusa, hai detto lavoro? Oh no, non ce l’ho un lavoro e non sai quanto questo mi dispiaccia ma giuro che farò qualcosa!”

E così è successo di organizzare due Career Day in un solo mese! Telefonate, e-mail, appuntamenti e pronti con 2 date in cui provare a offrire occasioni a chi sta cercando un lavoro.

Ed è successo anche che il post in cui spieghiamo cosa sono e come funzionano i Career Day abbia fatto oltre mille click e che io mi sia ritrovata inondata di mail e di Cv, che è una cosa bella ma che al tempo stesso mi ha fatto riflettere molto.

Ho pensato a quando si manda un Cv, a quello che si prova, a quante volte lo si rilegge prima di fare invio e a cosa si scrive nella mail in cui c’è il fatidico allegato.

E mi sono resa conto che spesso la ricerca di lavoro è un atto istintivo, come se si debba fare perché “qualcuno” ce lo chiede e che può generare vergogna o imbarazzo; così come è successo ad una mamma che parlando al posto della figlia – in quel momento presente – mi ha chiesto “che per caso c’è un lavoro?” e io pensavo fosse per lei e invece no, era per sua figlia che nel frattempo non ha nemmeno detto il suo nome.

E allora penso a questi Cv che sono arrivati…alcuni oltre le 10 pagine, altri senza foto e altri ancora in un file word che poi io li ho aperti e l’impaginazione era andata a farsi un giro chi sa dove.

Allora ho ripensato all’emozione che si prova quando ci si candida per un lavoro e che forse, troppo spesso, siamo sbrigativi. E la fretta ci fa fare cose distratte e che in tutto quello che facciamo è necessaria un po’ di cura.

E ho pensato che forse i Career Day non bastano, che ci vuole anche qualcosa prima.

Qualcosa che porti al centro le persone e poi il lavoro, che tenga conto del prendersi cura dei propri desideri e poi del Cv, che ci porti, prima di fare invio, a scegliere le parole da scrivere; perché le parole sono importanti!

Presto vi racconterò a cosa sto pensando.

 

[Photo by Cathryn Lavery on Unsplash]
Stefania Clemente
Classe '84, materana doc ma vagabonda recidiva. Da qualche anno in Basilicata prima per una vita da freelance oggi Community Manager del Comincenter. Una passione per i viaggi e il turismo.
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